PRESENTAZIONE:
Vivere nella comunità di Latuvi è stata un’esperienza straordinaria.

Tutte le fotografie sono di Roberto López Melinchon
Si tratta di una comunità di 500 persone, o poco più, che abitano sulla cima del mondo, circondati da un oceano di montagne, con la punta del naso nel cielo.
In origine si chiamavano ‘popolo delle nubi’, poi vennero chiamati ‘popolo della frutta’, e oggi sono detti: zapotechi.
Gli zapotechi sono i discendenti di una cultura molto antica. Le loro tracce, infatti, risalgono a 2500 anni fa, nel sud del Messico, nello stato di Oaxaca.
Sono bilingue: parlano lo spagnolo e una delle 62 varianti di zapoteco.
Chiunque venisse a trovarmi doveva far visita al caffè di tia Marta. Lì si poteva degustare la tipica cioccolata calda di Oaxaca e il pane appena sfornato di Latuvi. Per me era l’occasione di far girare il mio copione -tutte le volte uguale a sé stesso-

caffè da doña Marta, Latuvi (fotografia di Miguel Avendaño)
- Vivere a Latuvi è come vivere in mezzo al mare, solo che le onde qui sono le creste delle montagne. Guarda che oceano! Vedi? Toglie il fiato!
La reazione era sempre la stessa: lo sguardo tendeva all’infinito, e rapiti da una profonda contemplazione, si abbandonavano al silenzio.
E io gioivo, perché, senza aggiungere una parola, riuscivo a condividere con tutti loro il senso profondo del mio vivere in quel luogo.
La contemplazione della potenza della Natura e vivere con persone forgiate per secoli da tale influenza, fu per me il dono più grande che potessi concedermi.
La Natura ha abbellito l’anima di questa popolazione.
È presente nei ricami dei loro abiti, nell'arte e nell'artigianato, nei gesti quotidiani e nel profondo rispetto verso i boschi, gli alberi, l’acqua. Ogni elemento della Natura è vitale e la collettività è in sinergia con essa.
Nella cosmovisione -o concezione del mondo- dei latuviani la Natura è viva.
- Prima di strappare un pezzetto da una pianta, magari perché medicinale, e quindi utile a curare un malato; le parlano e l’avvisano; le spiegano a che beneficio servirà la sua asportazione. Magari non tutti lo fanno, ma è un fatto che è una pratica molto diffusa, o per lo meno condivisa da tutti i curanderos di Oaxaca.
Quando dico che ritengono la Natura viva, è un pó come varcare la porta di un nuovo mondo, il loro. Un mondo che per me era sconosciuto, ma poi divenne anche il mio. Abitato da esseri non-umani, ma partecipi della vita sociale della collettività. Pieno di pratiche, regole, rituali, simboli, significati.
Presto continuo scrivendo come il mondo non-umano partecipa alla vita socialle dei latuviani...
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