La Madre
- VOLEVO ESSERE UN ARGONAUTA
- 23 ott 2020
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25 novembre 1913
"Il più grande avversario della contemplazione silenziosa verso Te è senza dubbio quella costante registrazione subcosciente della moltitudine dei fenomeni con i quali siamo messi in rapporto.

"Finché siamo in attività cerebrale il nostro pensiero cosciente vela per noi quella super-attività della nostra ricettività subcosciente; tutta una parte, e forse non la più piccola, della nostra sensibilità gioca il ruolo di apparecchio cinematografico a nostra insaputa e anche a nostro detrimento. È soltanto quando facciamo tacere il nostro pensiero attivo, cosa relativamente facile, che vediamo sorgere da ogni parte la moltitudine delle piccole annotazioni subcoscienti che ci sommergono spesso sotto la loro fumana straripante. È così che ci capita, dopo che abbiamo provato il silenzio della contemplazione profonda, di essere assaliti da innumerevoli pensieri – se quelli si possono chiamare pensieri – che non ci interessano affatto, né rappresentano per noi alcun desiderio attivo, alcun attaccamento cosciente, ma che ci provano solamente la nostra incapacità di controllare la ricettività per così dire meccanica del nostro subcosciente. Occorre un considerevole lavoro per far tacere tutti quei rumori inutili, arrestare quella fastidiosa successione di immagini, purificare la propria mente da quei mille piccoli niente ingombranti e senza valore. Ed è senz’altro del tempo perso inutilmente; è un terribile spreco.
Il RIMEDIO?
In un modo molto semplicistico, certe discipline ascetiche esaltano la solitudine e l’inazione: mettere il proprio subcosciente al riparo da ogni registrazione possibile; ciò mi sembra un rimedio infantile, perché abbandona l’asceta in balia della prima sorpresa; e se vuole, un giorno, quando penserà di essere perfettamente padrone di sé, tornare dai suoi fratelli per soccorrerli, il suo subcosciente che era stato privato per così lungo tempo della sua attività ricettrice vi si deve dedicare con un’intensità più grande che mai allorché la più piccola occasione gli viene offerta.
Esiste certamente un altro rimedio. Quale?
Bisogna, senza alcun dubbio, imparare a controllare il proprio subcosciente come si controlla il proprio pensiero cosciente. I mezzi per arrivarci devono essere numerosi. L’introspezione regolare alla maniera buddista e l’analisi metodica dei propri sogni – costruiti quasi sempre con quella registrazione subcosciente – fanno parte del metodo da trovare.
Ma esiste certamente qualcosa di più rapidamente efficace…
Signore, Maestro Eterno, Tu sarai l’istruttore, l’Ispiratore; Tu mi isegnerai ciò che bisogna fare; affinchè io possa, dopo una indispensabile applicazione al mio caso personale, far progredire gli altri di ciò che Tu mi avrai insegnato.
Con tenera e fiduciosa devozione, io Ti saluto"
Da il libro: Preghiere e Meditazioni, p.22;
Pubblicato da Trimestrale in lingua italiana di Yoga Filosofia e Cultura, Sri Aurobindo Ashram Trust, Pondicherry.
La scala

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